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ANCONA - Due pazienti marchigiani, operati lo stesso giorno con la tecnica robotica ’uniportale’ per una grave patologia tumorale al polmone, sono stati dimessi tre giorni dopo l’intervento.
La Sod di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, diretta dal dottor Majed Refai, ha allargato il suo orizzonte operativo avviando, dal febbraio scorso, anche la procedura robotica.
Lo ha fatto, tuttavia, attraverso una sua declinazione specifica, applicando la tecnica ’Uniportale’, ossia un solo ingresso sul corpo del paziente, usata dalla Chirurgia Toracica dal 2014 e con oltre 2mila interventi compiuti alle spalle, per poi intervenire con il robot ’Da Vinci’ in dotazione in Aoum.
Un importante passo avanti: “Si tratta dell’adattamento di due tecniche complementari che ci consentono di compiere un ulteriore step in avanti per quanto riguarda il livello qualitativo della nostra offerta chirurgica _ spiega il dottor Majed Refai _.
Di solito chi usa la robotica, nelle varie specialità operatorie, deve effettuare più fori d’ingresso per intervenire sui pazienti e questo crea maggior dolore nel paziente stesso; attraverso la tecnica ’Uniportale’ noi pratichiamo un solo foro intercostale, lungo circa 4 centimetri, sul fianco del paziente, riducendo drasticamente le conseguenze del fastidio che a volte può essere davvero doloroso. Siamo tra le poche strutture in Italia a compiere interventi di questo tipo applicando questa pratica chirurgica.
Il polo chirurgico di Torrette è all’avanguardia e quindi è importante che la cittadinanza venga messa a conoscenza di queste opzioni operative di alta complessità”.
L’elevato livello di cure offerto dall’Aou delle Marche si misura anche nel caso dei pazienti operati lunedì scorso. Nonostante i loro quadri clinici fossero complessi, sono stati sufficienti tre giorni di degenza all’interno del presidio di Torrette per poi essere dimessi e poter far rientro nelle loro case.
La prima è una donna di 69 anni che ha scoperto di avere una grave patologia tumorale al polmone dopo una caduta accidentale che le aveva provocato la frattura di tre costole; gli esami diagnostici per capire l’entità della lesione ha evidenziato un altro e ben più grave problema; il secondo caso riguarda un paziente di 83 anni a cui il tumore al polmone è stato diagnosticato dopo un controllo per valutare l’esito di un’altra neoplasia con cui stava combattendo.
In questo caso la mini invasività della tecnica ha consentito di operare un paziente con un’età abbastanza avanzata, particolare che non sarebbe stato possibile con un’altra procedura.
L’offerta curativa si allarga: “All’interno della struttura operativa che dirigo _ aggiunge il Direttore della Chirurgia Toracica _ siamo in grado di applicare tutti i sistemi operatori possibili. Oltre alla tecnica ’Uniportale’, come già accennato, ora possiamo intervenire anche attraverso la robotica, senza dimenticare la modalità storica, ossia l’intervento cosiddetto ’a cielo aperto’ che resta comunque la base pratica dell’attività operatoria complessiva, nonostante se ne faccia sempre meno riferimento in termini numerico-statistici”.
All’interno dell’equipe guidata dal dottor Majed Refai ci sono pure altri collaboratori che hanno approcciato la nuova tecnica, e sono i dottori Michele Salati, Alberto Roncon e Gian Marco Guiducci. Da sottolineare l’importanza del concetto di ’squadra’ in sala operatoria, grazie alla presenza degli anestesisti dedicati e di personale infermieristico specializzato.
Diretta Samb