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Raggiunto un accordo per l’attuazione del buono pasto sostitutivo destinato agli infermieri in servizio presso la Casa Circondariale di Ascoli Piceno, ponendo fine a una lunga vertenza sindacale avviata negli anni scorsi a tutela del personale sanitario.

«Finalmente riconosciuto un diritto atteso da anni». Con queste parole il dirigente provinciale del Nursing Up Ascoli Piceno, Roberto Tassi, commenta l’esito della vicenda che riguarda il personale infermieristico impegnato in turni superiori alle sei ore e impossibilitato a usufruire del servizio mensa.

La questione era stata sollevata dallo stesso sindacato a partire dal 2022, con un percorso sostenuto anche dall’assistenza legale dell’avvocata Valeria Simonetti, e sviluppatosi attraverso un contenzioso davanti al Tribunale del Lavoro. Dopo un primo rinvio nel 2024 per favorire un possibile accordo tra le parti, le trattative non avevano prodotto risultati, portando alla prosecuzione del giudizio.

Un passaggio decisivo è arrivato con la determina dell’AST di Ascoli Piceno del 13 gennaio 2025, che ha riconosciuto il buono pasto sostitutivo nei casi previsti, anche a seguito dell’iniziativa sindacale e del contenzioso in corso. Il provvedimento è stato poi attuato concretamente attraverso il confronto tra le parti e la Direzione generale dell’AST, con l’attivazione della card elettronica per gli infermieri della Casa Circondariale a partire dal 2025.

Sul piano giudiziario, con provvedimento del 2 aprile 2026, il tribunale ha disposto un tentativo di conciliazione tra le parti, fissando una nuova udienza per il 10 luglio 2026 relativa al riconoscimento delle somme pregresse.

Resta aperta, intanto, la vertenza complessiva per l’estensione del diritto e per il recupero delle annualità precedenti, con ulteriori iniziative sindacali già avviate anche per gli infermieri dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli Piceno e del “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto.

«Questo risultato rappresenta un passo importante – sottolinea Tassi – ma anche un punto di partenza per proseguire nelle azioni a tutela dei diritti di tutti i professionisti della salute coinvolti».

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