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Un arresto cardiaco, una chiamata al 112 e una corsa contro il tempo. È così che un uomo di 40 anni è stato salvato ieri pomeriggio a Fano, grazie alla rete dei defibrillatori.

L’allarme è scattato alle 16.33. La Centrale 112 ha localizzato l’emergenza e la Centrale Operativa dell’Emergenza Sanitaria di Pesaro ha assegnato la massima priorità, attivando attraverso l’App DAE Marche i soccorritori presenti nelle vicinanze.

Due First Responder hanno raccolto l’appello. In appena quattro minuti il defibrillatore era già collegato al torace del 40enne. Il dispositivo ha erogato una scarica e il cuore ha ripreso a battere, mentre i soccorritori venivano guidati in videochiamata dalla Centrale Operativa. L’ambulanza è arrivata circa otto minuti dopo la chiamata.

Una sequenza decisiva, perché nell’arresto cardiaco ogni minuto senza intervento può ridurre di circa il 10% le possibilità di sopravvivenza.

L’episodio riaccende l’attenzione sull’importanza della rete DAE Marche, che mette in collegamento centrali operative, defibrillatori e cittadini formati per il primo soccorso.

«Questo episodio dimostra che una rete di defibrillatori monitorata e collegata alla Centrale operativa, insieme all’impegno dei First Responder, può fare la differenza», sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro.

La tecnologia, però, da sola non basta: i defibrillatori devono essere censiti, geolocalizzati, funzionanti e facilmente individuabili. È proprio questo l’obiettivo della piattaforma regionale, per portare il primo intervento il più vicino possibile a chi ne ha bisogno.

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