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ANCONA - Il Comitato Pescatori di Ancona accoglie con grande attenzione quanto emerso dal nuovo rapporto diffuso da MedReAct sulla pesca a strascico con reti gemelle in Adriatico.
“Da mesi – si afferma in una nota - denunciamo pubblicamente ciò che sta accadendo nel nostro mare e chiediamo alle istituzioni di intervenire. Lo abbiamo fatto non per difendere interessi di parte, ma perché crediamo che difendere il mare significhi, prima di tutto, difendere il futuro stesso della pesca.
Oggi le informazioni rese pubbliche da MedReAct impongono però un chiarimento immediato da parte del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Secondo quanto denunciato dall’organizzazione, dal 2020 al 2025 le reti gemelle avrebbero operato in Adriatico per diverse migliaia di giornate in assenza di uno specifico contingente di sforzo assegnato dall’Unione europea a questo attrezzo. MedReAct riferisce inoltre che sulla vicenda sarebbe già stato avviato dalla Commissione europea un EU Pilot, procedura che potrebbe precedere l’apertura di una formale procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.
Se confermato, siamo davanti a una vicenda che non può essere liquidata come una normale contrapposizione tra favorevoli e contrari alle reti gemelle.
C’è infatti un punto sul quale riteniamo indispensabile ottenere una risposta chiara.
La normativa europea non assegna all’Italia uno specifico contingente di giornate di pesca per le reti gemelle (OTT) nelle GSA 17 e 18. Nonostante ciò, nel 2026 il MASAF ha autonomamente attribuito 1.510 giornate alle OTT, convertendo 1.800 giornate assegnate allo strascico tradizionale OTB. È proprio sulla legittimità di questa operazione che oggi viene chiesto al Ministero di fare piena chiarezza.
E la domanda che poniamo al MASAF è semplice: se a livello europeo e CGPM viene perseguito l’obiettivo di ridurre lo sforzo di pesca dello strascico in Adriatico per favorire il recupero degli stock, sulla base di quale presupposto giuridico una parte del contingente attribuito allo strascico tradizionale OTB è stata trasformata in giornate destinate alle reti gemelle OTT?
È una domanda alla quale riteniamo che il settore della pesca abbia diritto di ricevere una risposta.
La questione, infatti, non nasce oggi.
La maggiore pressione esercitata dalle reti gemelle rispetto allo strascico tradizionale è oggetto da anni di studi e valutazioni scientifiche. Parliamo di due reti trainate contemporaneamente, capaci di interessare una superficie di fondale maggiore e di aumentare la capacità di cattura.
E mentre agli operatori della pesca viene chiesto, anno dopo anno, di ridurre lo sforzo per consentire il recupero degli stock ittici dell’Adriatico, contemporaneamente si continua a consentire l’utilizzo di un sistema che aumenta quella stessa pressione.
È una contraddizione che denunciamo da tempo.
Ma c’è un’altra cosa che vogliamo dire con chiarezza.
Questa non è una battaglia contro lo strascico. E non è una guerra tra pescatori.
Il Comitato Pescatori di Ancona rappresenta uomini e imprese che vivono di mare e conosce perfettamente le difficoltà economiche che oggi attraversa il settore.
Proprio per questo diciamo che continuare su questa strada significa rischiare di danneggiare innanzitutto i pescatori.
Non possiamo chiedere sacrifici alla maggioranza della flotta e, contemporaneamente, adottare provvedimenti che avvantaggiano un numero limitato di operatori attraverso un attrezzo che determina una pressione maggiore sulla stessa risorsa dalla quale dipende il reddito di tutti.
La politica deve avere il coraggio di guardare oltre il consenso immediato.
Perché il consenso dura una legislatura.
Un mare impoverito può impiegare generazioni per riprendersi.
E quando la risorsa ittica diminuisce, non sono i Ministeri a rimanere in porto.
Sono i pescatori.
Per questo chiediamo al MASAF di fare piena chiarezza sulla vicenda, di rendere pubblica la propria posizione rispetto alle contestazioni emerse in sede europea e di aprire immediatamente un confronto serio con le marinerie dell’Adriatico, con il mondo scientifico e con le associazioni impegnate nella tutela del mare.
Chiediamo inoltre che venga seriamente valutato il superamento definitivo dell’utilizzo delle reti gemelle in Adriatico.
Ma chiediamo alla politica anche coerenza.
Non basta togliere.
Bisogna costruire un’alternativa.
Servono investimenti mirati per accompagnare le imprese verso sistemi di pesca sempre più sostenibili, sostenere l’innovazione, favorire il ricambio generazionale e premiare concretamente quelle forme di pesca che esercitano una minore pressione sull’ecosistema.
A cominciare dalla piccola pesca costiera, troppo spesso dimenticata nonostante rappresenti una delle forme più antiche, selettive e radicate nelle comunità del nostro Adriatico.
La sostenibilità non può essere uno slogan utilizzato nei convegni e dimenticato quando bisogna prendere decisioni difficili.
Deve diventare una scelta politica.
Il Comitato Pescatori di Ancona – conclude il documento - continuerà questa battaglia, come ha fatto fino ad oggi, perché difendere il mare e difendere i pescatori non sono due battaglie diverse. Sono la stessa battaglia”.
Diretta Samb