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ISTANBUL - Nell’incontro odierno con Fatih Kemal Ebiçlioglu, presidente della holding della famiglia Koc che controlla Beko Europe, gli europarlamentari Nardella e Ricci hanno portato all’attenzione del gruppo turco le seguenti richieste: piano di reindustrializzazione del sito di Siena e riduzione drastica degli esuberi, anche nelle Marche, ritenendo inaccettabile il numero oggi sul tavolo.
L’interlocutore turco ha ribadito con fermezza la volontà di mantenere gli investimenti nei diversi siti produttivi italiani e che il tavolo negoziale è tuttora aperto, con l’obiettivo comune di raggiungere un accordo con i sindacati. Nel particolare, Ebiçlioglu ha confermato l’investimento di 300 milioni di euro (di cui un terzo destinato alla ricerca e sviluppo), condiviso la proposta di creazione di un headquarter del Design Industriale di Beko e un centro globale per la categoria Cooking in Italia.
E’ stata inoltre condivisa la necessità di aprire un tavolo con la Commissione Europea per far fronte al complesso quadro economico e commerciale che le aziende che operano nel territorio europeo affrontano, ricordando altresì quanto siano storicamente rilevanti le relazioni commerciali tra la holding turca e l’Italia. A tal fine, gli europarlamentari Nardella e Ricci si faranno portatori nelle prossime settimane di avviare le prime interlocuzioni a livello europeo con il Vicepresidente esecutivo con delega alla strategia industriale, Stéphane Séjourné e la Vicepresidente esecutiva con delega agli affari sociali e lavoro, Roxana Mînzatu.
Entrambi gli eurodeputati concordano inoltre sulla necessità di agire in sinergia con il Ministero delle Imprese del Made in Italy (Mimit) e con il Ministero del Lavoro, al fine di utilizzare le risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE+) per fronteggiare le situazione attuale; a questo proposito ci sono stati primi scambi tra i deputati e la Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali della Commissione europea.
Nardella e Ricci infine hanno ringraziato il presidente Ebiçlioglu per la sua disponibilità e collaborazione su una questione così importante per il tessuto lavorativo e produttivo italiano.

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