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ANCONA - Avrebbe denigrato e picchiato la moglie per 30 anni, anche davanti ai tre figli minorenni: condannato a due anni e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti aggravati alla moglie.

È la sentenza emessa oggi al Tribunale di Ancona dal collegio penale, presieduto dal giudice Roberto Evangelisti, nei confronti di un 51enne italiano residente in un comune vicino Senigallia. 

La donna, 48enne, ha sporto denuncia a gennaio del 2020: in aula, questa mattina, ha raccontato i maltrattamenti, spiegando la decisione di denunciare dopo tanti anni il coniuge perché lui avrebbe minacciato di toglierle i figli.

I problemi nella coppia sarebbero iniziati quando la vittima aveva 15 anni e aveva iniziato una storia sentimentale con quello che poi sarebbe diventato il marito. Dopo le nozze, l’uomo avrebbe iniziato a picchiarla.

La notte di Capodanno del 2019 il marito l’avrebbe raggiunta al piano di sopra della casa, dove stava dormendo con la figlia più piccola, e le avrebbe preso il cellulare sospettando un tradimento. "Eravamo separati in casa. - ha precisato la 48enne - Voleva dare il cellulare a un detective. Poi mi ha preso a pugni e per cinque giorni non ho parlato".

A tre episodi di percosse hanno assistito anche i figli minorenni.

La donna non si è costituita parte civile. L’imputato, difeso dall’avvocato Umberto Bianchelli, ha sempre respinto le accuse. Oggi non era in aula per la sentenza. 

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