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SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Il grave episodio di cronaca avvenuto nella serata di ieri, che ha visto l’ennesimo accoltellamento con il ferimento gravissimo di un cittadino straniero, riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza nel territorio ascolano. Un fatto che riapre una ferita ancora aperta dopo i drammatici eventi della notte di Capodanno e che colpisce profondamente l’intera comunità.
Di fronte a episodi di tale gravità, come avviene in ogni Paese democratico, si moltiplicano prese di posizione e proposte. Tra queste, anche l’ipotesi di un impiego dei militari per il controllo del territorio e delle strade della provincia. Una soluzione che però trova il netto dissenso del SAP – Sindacato Autonomo di Polizia di Ascoli Piceno.
A esprimere una posizione chiara è il segretario provinciale Massimiliano d’Eramo, che sottolinea come il rifiuto di questa ipotesi non derivi da preconcetti ideologici, ma da considerazioni di merito, di metodo e di rispetto delle funzioni istituzionali.
«Il controllo del territorio – evidenzia il SAP – rappresenta una funzione essenziale dello Stato e deve essere garantito da personale specificamente formato e deputato a tale compito». Le forze dell’ordine operano quotidianamente in questo ambito con competenze orientate non solo alla repressione, ma soprattutto alla prevenzione dei reati, alla gestione delle dinamiche sociali, al rapporto con i cittadini e alla tutela costante della legalità.
Secondo il sindacato di polizia, il ricorso ai militari, se non limitato a contesti eccezionali e temporanei, rischia di generare una pericolosa sovrapposizione di ruoli. Le Forze Armate, infatti, rispondono a logiche operative, addestrative e funzionali proprie di scenari completamente diversi, legati alla difesa e alle situazioni di emergenza, non alla gestione ordinaria della sicurezza in ambito civile.
Il SAP ribadisce che una sicurezza realmente efficace e coerente con i principi democratici non può basarsi su soluzioni emergenziali o simboliche, ma su un rafforzamento strutturale delle forze dell’ordine. Servono investimenti concreti in organici, formazione, mezzi e condizioni di lavoro adeguate, affinché il controllo del territorio sia fondato sulla prossimità, sulla proporzionalità dell’intervento e sulla fiducia tra cittadini e istituzioni.
«Difendere il ruolo delle forze dell’ordine – conclude il segretario provinciale Massimiliano d’Eramo – significa difendere un modello di sicurezza civile, equilibrato e rispettoso delle funzioni che la Costituzione assegna ai diversi apparati dello Stato».
Diretta Samb