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Si è presentato al Tribunale per i minorenni di Ancona con un coltello nascosto in tasca: protagonista un giovane di origine straniera, da poco maggiorenne, convocato per discutere la messa alla prova relativa a una rapina commessa quando era ancora minorenne. L’arma è stata individuata dal metal detector all’ingresso dell’ufficio giudiziario. La guardia giurata ha immediatamente allertato la polizia: il ragazzo è stato accompagnato in Questura e denunciato. L’episodio, avvenuto alcuni mesi fa, è stato reso noto dal procuratore generale della Corte d’appello di Ancona, Roberto Rossi. La vicenda è stata citata nel corso di una conferenza stampa con il presidente della Corte d’appello, Luigi Catelli, alla vigilia dell’apertura dell’Anno giudiziario nelle Marche. In quell’occasione è stato lanciato un allarme sull’aumento dei reati commessi da giovani, che – secondo Rossi – riguardano in larga parte ragazzi di seconda generazione, nati e cresciuti in Italia, provenienti da contesti familiari segnati da forti disagi e difficoltà di integrazione. Preoccupazione anche per la grave carenza di organico nella giustizia minorile marchigiana. La Procura per i minorenni, competente su tutta la regione, può contare attualmente su una sola procuratrice e su un sostituto applicato da Pesaro. Situazione analoga al Tribunale per i minorenni che, nell’ultimo anno, ha operato di fatto con tre magistrati – il presidente e due giudici – a fronte di un organico previsto di sei.
Diretta Samb