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ANCONA - Tutte le cure e tutto l’amore per Anghelina. E’ tornata ad Ancona e al presidio pediatrico ’Salesi’ dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche la bambina ucraina che poco meno di due anni fa, assieme alla mamma, era scappata dalle bombe cadute sull’ospedale specialistico della capitale Kyiv dove stava combattendo la sua patologia, una seria malformazione urogenitale. Nei giorni scorsi la bambina ucraina, 9 anni, è stata sottoposta a un ciclo di terapie follow up e controlli endocrinologici da parte del personale della Chirurgia Pediatrica diretta dal professor Giovanni Cobellis: “La bambina sta seguendo un percorso clinico che dall’intervento chirurgico, effettuato da noi qui al ’Salesi’ nel luglio del 2024, ha richiesto e richiederà dei controlli e dei trattamenti periodici e delle terapie appropriate. La sua patologia _ spiega il professor Cobellis _, una sindrome adrenogenitale, è rara e molto delicata da affrontare a vasto spettro.
L’operazione al tempo è perfettamente riuscita, il problema principale è risolto per sempre, il tempo e la crescita naturale della bambina faranno il loro corso. Assieme alla mia equipe, ringraziando la Direzione generale dell’AOU delle Marche che ci ha fornito tutto il supporto necessario, siamo felici di poter affrontare casi clinici e storie di sofferenza che vanno al di là del singolo quadro clinico come quella della piccola Anghelina”.
Meno di una settimana. Tanto è durata la presenza di Anghelina e di mamma Oksana all’ospedale pediatrico ’Salesi’ prima di tornare nella loro cittadina natale, Kalush (nota per aver dato il nome a un celebre duo musicale ucraino, Kalusha Orchestra, vincitore dell’Eurovision Song Contest del 2022) che fa parte del distretto di Ivano-Frankivsk, nell’ovest dell’Ucraina.

È la mamma della bambina a raccontare come siano arrivate da un Paese sconvolto dalla guerra fino al capoluogo della nostra regione: “Anghelina era da tempo in cura in un ospedale pediatrico specializzato di Kyiv. Un percorso clinico che abbiamo dovuto interrompere a causa della guerra _ sottolinea Oksana _.
Nei mesi precedenti al nostro viaggio in Italia, soprattutto nell’autunno del 2023, avevamo assistito a dei bombardamenti nella capitale, poi lo stesso ospedale è stato colpito da un missile mettendolo fuori uso. Tornare lì non era più possibile e quando si è aperta la possibilità di far curare mia figlia fuori dall’Ucraina, grazie a tanta solidarietà, abbiamo deciso di provarci. Due anni dopo posso dire che è stata la scelta giusta. Tornare ad Ancona e all’ospedale ’Salesi’ ogni volta per noi è come tornare a casa. Sono davvero stupefatta dalla calorosa accoglienza che sempre riceviamo io e Anghelina nel reparto diretto dal prof. Cobellis, e credetemi, questo per noi è molto importante”.

Uno dei mille rivoli della straordinaria catena della solidarietà che lega l’Ucraina all’Italia ha coinvolto anche la bambina di 9 anni. Tra gli anelli importanti di questa catena è doveroso ricordare quello dell’associazione delle ’Patronesse del Salesi’ che si sono occupate dell’accoglienza logistica di madre e figlia che possono godere anche dell’appoggio per il soggiorno nella struttura residenziale di ’Casa Angelini’ a Torrette.
Il collante di tutta questa organizzazione solidaristica è stato Maurizio Maraschi, un falconarese che fa parte dell’associazione Anteas la cui sede principale è ad Alessandria: “Durante una delle tantissime missioni in Ucraina siamo venuti a conoscenza della situazione di Anghelina e in poco tempo abbiamo organizzato il primo trasferimento. Nei quattro anni del conflitto ci siamo occupati di trasferire in Italia tanti bambini affetti da patologie oncologiche o malattie rare”.
Anghelina sale sulla macchinina dei carabinieri donata al reparto di Chirurgia Pediatrica del ’Salesi’ e finalmente ritrova il sorriso dolce e puro di una bambina che per quasi metà della sua vita ha dovuto coesistere con il peso della guerra e della sua malformazione.

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