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ASCOLI - C’è chi la Quintana la scopre da spettatore e chi, invece, la vive fin da bambino, fino a trasformarla in una tradizione di famiglia. Ad Ascoli accade spesso che la passione per il corteo storico si tramandi di generazione in generazione, coinvolgendo genitori e figli nella stessa emozione.

È il caso della famiglia Ciannavei, che quest’anno sfilerà insieme per Porta Romana. Luca prenderà parte al corteo insieme alla moglie Gioia e ai loro due figli, Giulia e Filippo, dando vita a una presenza che racconta perfettamente lo spirito della Quintana: una passione che si tramanda di generazione in generazione e che coinvolge grandi e piccoli con lo stesso entusiasmo. I quattro vestiranno i panni di una famiglia nobile accompagnata dai falchi, animali che nel Medioevo rappresentavano prestigio e ricchezza.

I rapaci venivano infatti acquistati dalle famiglie aristocratiche come simbolo di sfarzo e utilizzati durante le battute di caccia, una pratica riservata ai ceti più elevati. Non a caso il falco è presente in numerosi stemmi e vessilli nobiliari, a testimonianza del valore simbolico che questo animale ha conservato nei secoli. Per i Ciannavei, però, il significato va oltre la ricostruzione storica. Sfilare insieme significa condividere un’esperienza che rafforza il senso di appartenenza al sestiere e alla città, trasformando la preparazione del corteo in un momento di unione familiare.

È anche attraverso storie come la loro che la Quintana continua a rinnovarsi, coinvolgendo le nuove generazioni e trasmettendo il rispetto per una tradizione che rappresenta uno dei patrimoni più preziosi di Ascoli. Perché dietro ogni abito non c’è soltanto un personaggio da interpretare, ma una famiglia che sceglie di vivere insieme una passione destinata a durare nel tempo.

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